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Le peggiori vendite di auto di settembre in Europa dal 1995


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Il peggior settembre degli ultimi anni per quanto riguarda le vendite di auto in Europa. Su base annua, i guadagni dei primi mesi mantengono positivi i volumi accumulati.

La domanda di nuove autovetture nell'Unione Europea è diminuita del 23,1% a settembre e sono state immatricolate 718.598 unità, che rappresenta il numero più basso di immatricolazioni nel mese di settembre dal 1995, secondo i dati dell'Associazione dei Costruttori Europei di Automobili.

Questo calo delle vendite è dovuto in gran parte alla mancanza di fiducia dei consumatori a causa degli effetti della pandemia.


Durante i primi tre mesi del 2021, le immatricolazioni di autovetture nell'UE sono aumentate del 6,6% su base annua, a 7.526.613 unità, poiché i guadagni all'inizio dell'anno hanno contribuito a mantenere positivi i volumi accumulati.

L'italia é la nazione che ha ottenuto piú vendite nel 2021. Per quanto riguarda i maggiori mercati dell'UE, l'Italia infatti ha registrato finora l'aumento maggiore (+ 20,6%), seguita da Spagna (+ 8,8%) e Francia (+ 8%). Al contrario, il mercato automobilistico tedesco è nuovamente sceso dell'1,2%.


Il marchio più venduto in Europa tra gennaio e settembre è stato Volkswagen, con 874.556 unità, che rappresenta una crescita del 7,7%; mentre Peugeot occupa il secondo posto, con 501.074 unità, il 5,1% in più; seguita da Renault, con 475.659 unità, l'11,9% in meno; Toyota, con 456.775 unità, il 20,4% in più, e BMW, con 415.432 unità, l'11,3% in più.

Nel nono mese dell'anno fiscale in corso, anche Volkswagen ha mantenuto la prima posizione nella classifica commerciale, con 71.192 unità, in calo del 24,9%, seguita da Renault, con 52.535 unità, il 27,3% in meno, e Toyota, con 41.147 unità, 21 % meno.

Questo fenomeno sta costringendo a fermare la produzione in numerosi stabilimenti nel mondo, aumentando notevolmente i tempi di consegna e riducendo l'offerta disponibile. Se si vuole acquistare un'auto dunque c'é da aspettare parecchio.

Anche il prezzo delle materie prime e quello dell'energia non aiutano, poiché rendono più costoso l'intero processo logistico, a cui si aggiunge l'incertezza del consumatore nella scelta del tipo di tecnologia più appropriato per la sua nuova auto.




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