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Incendi di auto elettriche e i dubbi sul loro futuro


Tags: Elettrica - Carburante - Auto - News - Materie prime

Aumentano i malfunzionamenti di veicoli elettrici e le testimonianze di incendi nei notiziari. Questi eventi, sebbene rari, si aggiungono alla disinformazione generale che potrebbe portare ad un rallentamento delle vendite e quindi ad un ulteriore stop alla transizione ecologica. Ma quanto c'è di vero?

Il passaggio ad una mobilità elettrica è ormai irreversibile, specialmente in base alle mozioni dei Paesi Europei che concordano in modo unanime sullo stop alla vendita dei veicoli a motore completamente termico nel 2035.

 

Prima però di questo famoso ultimatum, la svolta ecologica tarda ad arrivare, e nonostante gli incentivi, le presenze di auto elettriche nel traffico mondiale è ancora minima, salvo per la Cina, dove costituiscono il 30% dei veicoli grazie all'elevata produzione di numerosi marchi entry-level, e la Norvegia, in cui vengono attuati circa 20.000 € di sussidi indiretti ed agevolazioni fiscali, sebbene la loro produzione di petrolio superi di 40 volte i tagli ecologici nel traffico in termini di inquinamento.

 

Allo stesso modo, lo sviluppo e l'estrazione di litio, cobalto, nichel e manganese per batterie sta già raggiungendo numeri mai visti prima, portando ad un allarme generale verso lo sfruttamento nelle relative cave e per l'inquinamento con notevole impatto ambientale dovuto a questa industria (il vero inquinamento delle auto elettriche).

 

E' infatti logico che la mobilità elettrica può mantenere la tanto ambita sostenibilità solamente nelle zone in cui sono presenti centrali elettriche più evolute, quindi la produzione, unita ai processi di ricarica ed eventuale futuro smaltimento vanno quasi di pari passo con i numeri di inquinamento delle auto a motore termico nel loro intero ciclo vitale.

 

Per quanto riguarda la sicurezza, l'aumento dei roghi spontanei di EV, sebbene in numero contenuto, desta sempre più preoccupazione, specialmente per la difficoltà nello spegnimento del fuoco che tende a riaccendersi e per le sostanze tossiche prodotte, ma a cosa sono dovuti questi incendi? 

 

Questi veicoli in fiamme possono raggiungere i 2.700 °C di temperatura, tre volte più di un motore termico, e tutto ciò è dovuto allo stoccaggio di centinaia di piccole batterie di litio nel pianale del veicolo.

La rottura della cella o anche il semplice surriscaldamento annulla il funzionamento del separatore di grafite tra il catodo e l'anodo, e il cortocircuito dovuto all'infiltrazione di ossigeno provoca delle scintille che portano ad un incendio, che generalmente viene esteso alle batterie limitrofe.

Lo stesso malfunzionamento della ricarica o del sistema di refrigerazione può causare surriscaldamento delle batterie e, sebbene ciò sia sempre notificato da spie e sensori, in alcuni casi gli incendi non vengono causati da problemi che il computer di bordo può prevedere. 

Mentre le fiamme in un veicolo a motore termico sono alimentate principalmente dai materiali degli interni, nelle auto elettriche il pacco batterie è spesso nascosto e difficile da raggiungere.


Anche se temporaneamente può essere spento, il calore può causare nuovamente l'incendio perfino a giorni di distanza. Ciò implica un utilizzo di oltre 10 volte l'acqua necessaria per lo spegnimento di un'auto comune.

 

Di conseguenza, per migliorare l'efficienza nel lavoro dei reparti antincendio, le compagnie automobilistiche forniscono schemi che riportano il posizionamento delle batterie e dei collegamenti presenti in ogni modello elettrico prodotto, oltre a cercare sistemi di protezione più avanzati per l'intera parte inferiore dell'auto e il sottoscocca.

E' inoltre già in atto uno sviluppo di nuove combinazioni di materiali per rendere le batterie meno pericolose e infiammabili, e si spera in un minore impatto ambientale per il loro smaltimento.


 

 

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- Federico D'Angelo



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